Fondo Perrone

n. 4.978 pezzi (1870-1922)

Il fondo fotografico Perrone, prodotto dalla famiglia omonima nel periodo 1870-1922, è stato ceduto alla Fondazione in comodato nel 1980 e tramite donazione nel maggio 2000. Il fondo consta di 4.978 pezzi e comprende diverse tipologie di supporti: positivi fotografici, negativi su pellicola e lastra di vetro ai sali d’argento, album fotografici.  Le fotografie illustrano sia le vicende e gli avvenimenti privati della famiglia e dei suoi membri - Ferdinando Maria Perrone, la moglie Cleonice Omati e i figli Pio e Mario, proprietari e gerenti della Gio. Ansaldo & C. nel periodo 1902-1921 - sia l’attività produttiva svolta della società nei settori della cantieristica navale, dell’elettromeccanica, della meccanica, della siderurgia, i prodotti industriali e l’organizzazione del lavoro negli stabilimenti.  Sono documentati inoltre momenti rilevanti della storia nazionale, aspetti urbanistici e trasformazione del territorio, eventi aziendali, attività ricreative e dopolavoro, manifestazioni politiche e sindacali.

Nato a Torino il 10 gennaio 1847, nel 1873 Ferdinando Maria Perrone entra in rapporto con l’economista Luigi Luzzatti e svolge attività pubblicistica e politica. Nel marzo 1876 sposa Cleonice Omati (1857 – 1935) e successivamente nascono Pio (31 ottobre 1876 - 16 gennaio 1952) e Mario (1 gennaio 1878 - 29 novembre 1968). Nel 1884 Ferdinando Maria si trasferisce in Argentina, dove si afferma come imprenditore e rappresentante dell’Ansaldo, società di cui diverrà proprietario nel 1904. Alla sua morte, avvenuta a Genova il 9 giugno 1908, i figli ne continueranno l’attività imprenditoriale. In particolare riprenderanno e svilupperanno il progetto del padre di addivenire alla creazione di una Ansaldo autonoma sia nel campo siderurgico sia in quello degli armamenti. Attraverso un intenso processo di integrazione verticale e grazie alla congiuntura bellica, l’Ansaldo dei Perrone nel 1918 raggiunge la sua massima espansione con un capitale sociale di 500 milioni di lire arrivando a impiegare circa 80.000 addetti distribuiti in decine di stabilimenti e società controllate tra le quali: A. Cerpelli & C., Cantieri Officine Savoia, Dinamite Nobel, Gio. Fossati & C., Pomilio, Società Idroelettrica Negri SpA, Lloyd Italico, Nazionale di Navigazione, Transatlantica Italiana e Banca Industriale Italiana.  Nel 1921, con le dimissioni dall’Ansaldo, i Perrone cessano ogni impegno in campo industriale proseguendo soprattutto l’attività editoriale.

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